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venerdì 3 febbraio 2012

L'incantatrice di Serpenti

Henri Rousseau





Suoni e domi il peccato,
strisciante germe fiorito
nota su nota, su sguardo
nero come il canto notturno.

Angelo Oscuro.

Il sole richiama l'amore
che nasce dagli occhi,
muore nel bosco.
Due fessure d'incanto.

Canta per noi.

Sei l'ombra dell'incubo,
pena del dolore,
eppure a te, sognante
cade ai piedi il mondo.

Rialzati e scappa.

Mio fastidio, mio carbone,
mia unica finta consolazione.
Suoni e attiri il male
per scoprire se altro ne esiste
Oltre di te.                    Oltre di me.

Fuggi se mai ci hai amati.



domenica 15 gennaio 2012

Anche Omero non conosceva la storia


Disperazione - Munch
Prenderò una tazza di quella squisita limonata che vedo sulla scrivania, giusto per rilassarmi un po’. Le dispiace se appoggio i piedi sulla sedia? Sa, è tutto organizzato in me: la comodità prima di tutto. Ora, so per quale ragione mi ha chiamato  qui e sono venuto solo per poter chiarire quest’immenso equivoco.  Ha presente quel momento in cui si vorrebbero dire miliardi di cose, ma alla fine ne esce solo una dalla bocca, tra l’altro la più banale? Beh, non è il mio caso: ho soltanto una cosa da dire che forse concorre alle altre migliaia, ma questa è la convergenza, ho scelto. Il problema è nato forse da quanto io odi la gente che mi osserva, mi scruta. Ha presente, no? Orribile. Mi si serra la mascella, il viso  si paralizza e non le dirò poi della sudorazione delle mani … Conto ogni fottutissimo secondo sino a quando posso liberarmi di quest’angoscia che mi stringe la gola. Non le nasconderò che non sono un animale sociale, tutte quelle cagate sulla società umana non fanno per me.Sono un lupo solitario, ma non per scelta. 
giovedì 12 gennaio 2012

Lo Scrittore ( Una storia qualunque)


Lo Scrittore non aspettava visite quella sera. Tuttavia, dato che il destino  ama scombinare ogni piano, qualcuno bussò alla porta di casa sua. Di buon animo qual’era, si affrettò per poter accogliere all’uscio il visitatore, ma qualcosa lo colpì stranamente:  non si sapeva spiegare come né perché, ma davanti alla porta non c’era effettivamente nessuno, strano. Dapprima il fatto lo inquietò molto, lasciando però poi spazio ad un buon bicchiere di cognac gustato davanti al suo nuovo capolavoro: l’ultimo suo romanzo.  Eh sì, ne andava proprio fiero; in quel momento gli sembrarono indispensabili  tutti gli immensi sacrifici fatti per poter concludere quell’ opera, e gli passarono davanti agli occhi le cose che si era perso per poter continuare incessantemente nel suo lavoro:  le uscite rimandate con gli amici che ora rimandavano loro le sue richieste,  ,l’amabile madre che s’informava ogni giorno per poter aver notizie del figlio ma che ora non chiamava più, e poi Laurie ,  la sua ragazza. Dio sa quante litigate infiammarono le linee telefoniche tra i due in tutto quel periodo, ma ora erano cessate, finite. Un giorno di Settembre, umido ed uguale a molti altri, Lei lo lasciò. Così, semplicemente. Del resto, non trovò alcuna ragione al mondo per poterla biasimare: voleva la sua vita, e viverla appieno con lui, ma per lui questo non era possibile  o forse soltanto capibile.

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