Lo Scrittore non aspettava visite quella sera. Tuttavia, dato che il destino  ama scombinare ogni piano, qualcuno bussò alla porta di casa sua. Di buon animo qual’era, si affrettò per poter accogliere all’uscio il visitatore, ma qualcosa lo colpì stranamente:  non si sapeva spiegare come né perché, ma davanti alla porta non c’era effettivamente nessuno, strano. Dapprima il fatto lo inquietò molto, lasciando però poi spazio ad un buon bicchiere di cognac gustato davanti al suo nuovo capolavoro: l’ultimo suo romanzo.  Eh sì, ne andava proprio fiero; in quel momento gli sembrarono indispensabili  tutti gli immensi sacrifici fatti per poter concludere quell’ opera, e gli passarono davanti agli occhi le cose che si era perso per poter continuare incessantemente nel suo lavoro:  le uscite rimandate con gli amici che ora rimandavano loro le sue richieste,  ,l’amabile madre che s’informava ogni giorno per poter aver notizie del figlio ma che ora non chiamava più, e poi Laurie ,  la sua ragazza. Dio sa quante litigate infiammarono le linee telefoniche tra i due in tutto quel periodo, ma ora erano cessate, finite. Un giorno di Settembre, umido ed uguale a molti altri, Lei lo lasciò. Così, semplicemente. Del resto, non trovò alcuna ragione al mondo per poterla biasimare: voleva la sua vita, e viverla appieno con lui, ma per lui questo non era possibile  o forse soltanto capibile.