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| Disperazione - Munch |
Prenderò una tazza di quella squisita limonata che vedo
sulla scrivania, giusto per rilassarmi un po’. Le dispiace se appoggio i piedi
sulla sedia? Sa, è tutto organizzato in me: la comodità prima di tutto. Ora, so
per quale ragione mi ha chiamato qui e sono venuto solo per poter chiarire
quest’immenso equivoco. Ha presente quel
momento in cui si vorrebbero dire miliardi di cose, ma alla fine ne esce solo
una dalla bocca, tra l’altro la più banale? Beh, non è il mio caso: ho soltanto
una cosa da dire che forse concorre alle altre migliaia, ma questa è la
convergenza, ho scelto. Il problema è nato forse da quanto io odi la gente che
mi osserva, mi scruta. Ha presente, no? Orribile. Mi si serra la mascella, il
viso si paralizza e non le dirò poi
della sudorazione delle mani … Conto ogni fottutissimo secondo sino a quando
posso liberarmi di quest’angoscia che mi stringe la gola. Non le nasconderò che
non sono un animale sociale, tutte quelle cagate sulla società umana non fanno
per me.Sono
un lupo solitario, ma non per scelta.