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venerdì 5 aprile 2013

Le pareti del cuore

"Disclosure" by Ken Wong


Nudo il selciato su cui cado disteso
dopo aver visto l'amore morire,
tanto odio delicato in albore
e una vita che sa di non dire
l'allegro, mio inquieto dolore.

E questo è il fiele che beve il cuore,
un immenso silenzio come immerso
in un buco nascosto, dove culla
il profumo umido e arso
di se stesso, chiuso in una cisterna.

Singhiozza già il veliero al vento,
quest'oltremare che porta il cuore
al ritmo di pareti ramate,
ma non di bel colore:

è ruggine che mormora eterna.

venerdì 25 gennaio 2013

Quello che non t'aspetti, l'aspetti soltanto

By Ken Wong "Loki"
Giacchè nell'esser santo
si vieta il diritto
d'esser uno come un altro.


Malinconia scorre
e mormorando geme
a questo giusto albergo
di me, dove sanguinando
sviene.

E riposata voce giace
sul dolore e il senso,
perché a essa piace
non trovar lode,
ma pianto- e tace.

Come tramonto trema
sull'orlo-notte,
sente del giorno la cera
scesa tra contorni di sera-
e vibra di note del cuore,

sì non trova pace
nel flusso dei flutti
d'emozioni, la solitudine,
schietta; su di noi
resta come notte fresca.


Mattia Lo Presti
giovedì 10 gennaio 2013

Lieve

"Shelter" by Ken WongCome sempre
non è sottile
non è stagione
per essere poesia,
questa giovinezza,
sangue.



Mi aggiro con molte domande
da rammendare- varicose
coccarde per vincitori: chissà
se sul podio è la vita che t'assale,
e scatta foto per album più forti
ed ansiosi della cenere sui vestiti,
amari come una traccia bruciata
dove agli altri restano inverni indistinti.

Sapessi di certe speranze nuove,
tanto legato alla fine non sarei
eppur se di tanto qualcuno c'è- che muore-
vorrei sapere del nostro sipario
che non resta in cima, ma stanco
scende mentre si leva nelle vene
un'evoluzione logica di ricordi.

Non saremo i primi, in basso
tra il linguaggio che allora è muto,
mentre scrivo s'inceppa il parlare:
e di te? L'essenza rimane?
Dovrebbe. Non a lunga stagione.

Ma qualcosa nel sangue risale;
in attesa della premiazione si scopre
quella vita da perdenti- sottile
e a corto d'argomenti su stelle
e poesia, ma in ascolto su di noi,
perchè chissà se avverrà
un grande scoppio iniziale.
E se viene, bene potrà dire
di questo lieve,
mio,
morire.



martedì 5 giugno 2012

"Segnavia"

Vincent Van Gogh
"Campo di Grano con corvi"



Vedevo il corteo di vincitori
portato soffice sulle vette,
ricordando colpevole il passo
delle mie gambe stanche e pallide.

Mentre s'allontanavano i rumori,
gemiti soffocati nel petto
cadenzati inciampavano la stessa
strada percorsa dai loro allori.

Tripudi di gesta, successi,
nella testa un ronzio di festa
lontana dagli spicci che restano
nel mio percorso senza scorta.

Ma qui soltanto un bivio nascosto,
distante dalla vista lucente,
nel buio di chi ha coraggio
svela la svolta del perdente:

Tu scegli il vicolo oscuro
esplodendo di luce propria,
sì che tu sia l'unica via
per chi si perde in un confronto.

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